Iconografia dell’assenza


La mia pittura non è mai stata così spogliata e al contempo, così carica di simboli come in questa serie di ritratti.

Dieci tavole. Dieci variazioni della stessa figura che abita lo spazio pittorico non come modella, ma come fantasma della memoria. In ogni versione, la figura femminile regge tra le mani un elemento simbolico, un fulcro narrativo che oscilla tra l'effimero e l'eterno:

La Colomba: Il desiderio di una pace che non è mai avvenuta.

La Bolla di Sapone: La fragilità iridescente di un momento di felicità, destinato a svanire al minimo tocco della realtà.

Il Melograno: Il simbolo della fertilità dei sogni, del legame indissolubile, ma anche della separazione ciclica.

Questi oggetti non sono semplici decorazioni ma ancore emotive, rappresentano ciò che rimane quando il dialogo si spezza: una sacralità laica dove il gesto di porgere o trattenere l'oggetto diventa l'unica forma di comunicazione possibile.

Questa produzione va intesa come un esercizio di resistenza all'oblio - Se la vita ha imposto una fine improvvisa, l'arte risponde con la ripetizione rituale - lo spettatore è invitato a camminare tra le rovine di un sentimento scoprendo che la bellezza non risiede sempre nella continuità, ma anche nella precisione del ricordo.

Le opere non raccontano una storia ma ne suggeriscono l'esistenza, lasciando lo spettatore sulla soglia di un mistero che ho scelto di non svelare, ma di custodire gelosamente attraverso il rito della pittura.

La beauté appartient aux personnes fragiles.

Marco Stefanucci


Etta

Etta

Etta





# Oxymoron


In questa serie di lavori ho cercato di dare corpo a un paradosso visivo, partendo dalla pittura classica, dai ritratti del Settecento e dalla mitologia, ma non per celebrarli come simulacri intoccabili. Il mio intento è farli dialogare con il tempo che inwaorabilmente passa.  Le velature, i graffi e i segni grafici simulano un’usura che non è distruzione, ma una nuova forma di vita, ogni macchia e ogni imperfezione sulla tavola è voluta: serve a rendere tangibile quella bellezza fragile e "vissuta" che solo la decadenza sa rivelare. Le mie opere sono frammenti di memoria che riemergono, un ponte tra l'eleganza di un'epoca lontana e la sensibilità contemporanea. Per me, l'ossimoro è proprio questo: riscoprire l'incanto in ciò che appare consumato.
Marco Stefanucci
Oxymoron #24

Oxymoron #24

2025| Mixed media on wood, 40 cm

Oxymoron #29

Oxymoron #15

2025 | Mixed media on wood, 23 x 19 cm

Oxymoron #35

Oxymoron #35

2025 | Mixed media on canvas, 100 x 100 cm

Oxymoron #29

Oxymoron #10

2023 | Mixed media on wood, 28 x 19 cm